Radio Maria: la storia, le luci e le ombre

Scritto da Francesco di Maria on . Postato in I miei scritti mariani

 

Recentemente la ben nota Radio Maria ha incassato le congratulazioni, l’incoraggiamento e gli auguri del papa, e in questa circostanza il direttore spirituale dell’emittente di Erba, l’altrettanto famoso don Livio Fanzaga, ha espresso la sua personale soddisfazione affermando che sinora «abbiamo fatto bene i compiti, ma non ci accontentiamo perché noi vogliamo fare meglio» (Intervista a “Zenit” del 10-12-2012). Egli si è detto convinto che «solo Maria poteva pensare un’iniziativa di questo tipo. Un’associazione in cui la responsabilità, il funzionamento e la raccolta delle offerte pesano sui laici, ma dove la dottrina  è illuminata dagli ordinari. I direttori infatti sono tutti sacerdoti indicati dalle varie Diocesi». E ha tenuto poi a sottolineare come «l’adesione popolare sia incredibile», dal momento che «ci sono posti nel mondo dove anche i musulmani fanno offerte per Radio Maria». Ma ciò di cui don Livio Fanzaga è apparso particolarmente fiero è che Radio Maria è una radio inequivocabilmente cattolica: «quando si ascolta una radio cattolica», ha precisato con un tono sottilmente polemico, «si deve capire subito che è cattolica, apostolica, romana. Che dice le cose pane al pane, vino al vino. Vanno bene gli incontri, il dialogo, ma deve emergere una chiara e forte identità cattolica».

D’altra parte, egli non ha dimenticato di chiarire un concetto fondamentale, e cioè che «non c’è Nuova Evangelizzazione senza Maria. Chi sta aiutando il Pontefice in questa opera di rinnovamento è Maria. Mi dicono che parlo sempre di Medjugorje, ma è evidente che in quella parte del mondo i messaggi di Maria vengono tradotti in tutte le lingue, corrono per tutto il pianeta, nutrono milioni e milioni di fedeli. Maria è quella che dice: pregate per i pastori, guai se parlate male dei pastori, non permettete di giudicare i pastori. La Madonna sta lavorando per il Papa e per la Chiesa…La Nuova Evangelizzazione la sta facendo Maria. Con parole semplici mette il Vangelo nella vita concreta e pratica di ognuno. Ci sono decine di migliaia di siti internet sulla regina della Pace. Questa è la Nuova Evangelizzazione» (Ivi).

A prescindere dalle affermazioni di don Livio, che non si intende qui porre come oggetto di analisi e di giudizio, non si può non riconoscere che, da un punto di vista cattolico, Radio Maria eserciti veramente in Italia e in diverse parti del mondo sia una funzione importantissima di diffusione della fede e della dottrina cattoliche sia una funzione essenziale anche da un punto di vista sociale. Basti pensare a tutte le persone malate o provate che l’ascoltano quotidianamente in tutto il mondo e che si sentono spesso confortati dai programmi da essa trasmessi oppure, a livello nazionale, ed è un merito notevole di questa emittente, allo spazio da essa riservato ai carcerati ai quali non di rado vengono dedicate trasmissioni molto serie ed impegnative. Ma anche l’apporto della radio alla crescita sociale o almeno al diffuso bisogno di crescita sociale non è affatto da trascurare.        

Radio Maria era nata come radio parrocchiale nel 1983 ad Arcellasco d’Erba, in provincia di Como, per volontà e iniziativa di don Mario Galbiati che oggi, dopo averla fondata a seguito della sua epurazione dal gruppo di responsabili di Radio Maria, è il responsabile di Radio Mater. Nel 1987 si era costituita l’“Associazione Radio Maria” diventando presto una emittente nazionale con la copertura di tutte le regioni italiane a partire dal 1990. Ma tra il 1991 e il 1992 don Mario Galbiati, il vero fondatore dell’Associazione suddetta, ne veniva per l’appunto escluso. Qualcuno disse perché non in linea con una gestione editoriale che andava facendosi troppo manageriale, in quanto nel frattempo si erano trovati coinvolti nell’iniziativa sia don Livio Fanzaga (in un primo tempo braccio destro di don Mario) sia l’attuale presidente di Radio Maria, Emanuele Ferrario, un imprenditore caseario del Varesotto, che avrebbe poi lasciato l’azienda ai figli e che avrebbe effettivamente trasformato quella che era nata come una semplice radio parrocchiale nel più diffuso e vasto network radiofonico cattolico del pianeta; mentre proprio Ferrario, come si legge in un articolo del “Corriere della Sera” del 1994,  disse che la rottura si era determinata a causa del fatto che  «don Mario voleva che fra i soci dell'emittente, proprieta' dell'Associazione amici di Radio Maria, di cui sono il presidente, entrasse la comunita' che si formava attorno a lui. Sarebbe stato stravolgere la radio. Cosí il divorzio e' stato inevitabile. Siamo indipendenti né la curia ha mai fatto pressioni» (A. Biglia, La guerra santa dell’etere, in “Corriere della Sera” del 13 gennaio 1994).

Tuttavia, va segnalato che ancora oggi, nel momento stesso in cui la Radio Mater di don Mario è stata condannata dal tribunale comasco ad abbandonare la vecchia e pericolante “cappellina di Maria” che ne ha costituito la sede per poco meno di un paio di decenni, non mancano coloro che affermano pubblicamente che «a sancire la rottura tra il religioso e l’associazione che fa capo a Radio Maria, di cui è presidente il varesino Emanuele Ferrario», fu «il rifiuto di don Mario di trasformare quella radio, nata per portare la parola di Dio e i sacramenti nelle case della gente, in un network privato. E cosí, come ha spesso raccontato il religioso erbese, quando dalla Curia di Milano il Cardinal Martini chiese un passo indietro rispetto ai fatti controversi di Medjugorje, si consumò il divorzio con l’allora braccio destro padre Livio Fanzaga», che notoriamente è ancor oggi un appassionato sostenitore dei presunti veggenti della cittadina della Bosnia-Erzegovina (R. Cavalli, Radio Meter, Conto alla rovescia per trovare la nuova sede, in “Il Giorno” di Como). In realtà, da allora Radio Maria tratta le presunte apparizioni che vi si verificherebbero come una reale manifestazione divina mentre Radio Mater è rimasta fedele alle disposizioni della Curia di Milano.

Sul sito di “Radio Mater”, la radio, come si è detto in precedenza, fondata da don Mario dopo il suo forzato allontanamento da Radio Maria, si legge quanto segue: nel successo pastorale che presto aveva cominciato a riscuotere Radio Maria, «proprio perché nato e domiciliato nella parrocchia di Arcellasco, don Mario, in cuor suo, voleva entrasse direttamente la Chiesa come "garante e guida". Tuttavia, non dello stesso parere erano alcuni soggetti con i quali don Mario aveva formato un'apposita associazione - ente al quale egli aveva affidato la cura dell'emittente - che preferivano un assetto di tipo "privato". Ciò, unitamente ad accadimenti motivati da fattori decisamente meno spirituali legati alla gestione della radio, portò ad allontanare don Mario dall'emittente che egli aveva voluto e che tanto aveva rappresentato per la sua vita e per la comunità cui egli apparteneva».

Ovviamente, a queste critiche hanno sempre reagito con apparente sdegno sia Livio Fanzaga che Emanuele Ferrario, il “Berlusconi di Radio Maria”, come viene chiamato dalle sue parti. Ma è un fatto innegabile che Radio Maria, sotto la guida del tandem Ferrario-Fanzaga, è diventata la radio non già della Chiesa o che quanto meno vedesse la compartecipazione della Chiesa ma di una società privata, la “World Family of Radio Maria”, e quindi di un imprenditore che, sia pure per consentire alla radio stessa di funzionare a certi livelli qualitativi sia di equipaggiamento tecnologico che di diffusione e di programmazione, di fatto maneggia quotidianamente le assai cospicue offerte in denaro di ascoltatrici e ascoltatori e i contributi pubblici in vero occasionali, ma che soprattutto a partire dal 2006 riceve rilevanti offerte anche attraverso il canale del 5 per mille, dopo aver incassato ben un milione di euro per il potenziamento e l’aggiornamento tecnologico della sua emittente in virtù della legge finanziaria del 2005.

D’altra parte, negli ambiti giuridico-finanziari-amministrativi di questa iniziativa che, essendo stata dedicata alla Madre di Dio, dovrebbe cingersi strada facendo di ammirevole spirito d’amore e di pace fraterni se non addirittura di celestiale concordia, e che appare invece continuamente turbata da vicende molto “terrene”, sembra proprio che le acque, pur senza più l’incomodo di don Mario, continuino ad essere molto agitate. Si leggeva infatti quanto segue solo cinque anni or sono, con riferimento alla questione relativa al destino dell’ingentissimo patrimonio dell’associazione “World Family of Radio Maria” nel caso in cui le 800 antenne, di cui la radio e la casa madre di Erba dispongono sul territorio nazionale, dovessero cessare la loro attività: «Una delle lettere al centro del caso porta la firma di Luigi Farina, Costantino Ghioni e Mario Meroni, tre soci fondatori della radio. In essa si fa riferimento a “recenti provvedimenti contradditori e devianti” e chiede il ritorno di Radio Maria alla “sintonia iniziale con la Chiesa”, poichè “due persone decidono per tutti gli altri e all'insaputa di tutti gli altri”. Nella lettera viene richiamata una questione di sostanza, la modifica dell'articolo 23 dello statuto. Quest' ultimo, fino a un anno fa, prevedeva che, in caso di chiusura, tutti i beni di Radio Maria (e le donazioni, in denaro o altre forme, arrivano a getto continuo) sarebbero stati devoluti a un ente della Chiesa “con analoghe finalità”. Nella nuova formulazione il “tesoretto” viene destinato all'associazione Onlus “World Family of Radio Maria” con sede a Roma, gestita dagli attuali vertici della Radio. “Questo - scrivono i soci fondatori - rappresenta un troncamento del legame con la Chiesa a favore di una associazione civile” (Claudio del Frate, Battaglia sul tesoretto di Radio Maria, in “Corriere della Sera” del 12 luglio del 2007).

Ma perché due cattolicissimi signori, un laico, perenne presidente dell’Associazione, e un prete, perenne direttore spirituale della stessa, avvertono il bisogno di stabilire statutariamente che, in caso di chiusura della stessa associazione, tutto il “tesoro” non vada o non vada più alla Chiesa Cattolica ma alla associazione di cui Ferrario e Fanzaga sono unici titolari e responsabili? Il titolo che un sito on line come NewsLinet.it dava al resoconto di questa stessa vicenda in data 16 luglio 2007 è drammaticamente significativo: Questioni  terrene attanagliano l’emittente spirituale: è battaglia per l’eredità di Radio Maria.

Questa è la vera storia di Radio Maria, che ha molte luci perché, checché ne dicano tanti laici o laicisti e nonostante le stesse critiche non sempre ingiustificate di taluni ambienti o esponenti cattolici, essa diffonde nel mondo con sostanziale fedeltà dottrinaria, anche se talvolta non completamente esemplare dal punto di vista spirituale e non del tutto capace di cogliere le radicali implicazioni del messaggio evangelico, la Parola di Dio e di nostro Signore Gesù Cristo, ma che ha anche non poche ombre che don Livio Fanzaga farebbe bene a dissipare presto riconciliandosi innanzitutto con don Mario Galbiati in spirito di verità e preparandosi poi ad uscire umilmente di scena con azioni esemplarmente caritatevoli sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista finanziario e testamentario. Perché la nostra Madre celeste apprezza molto tutte le cose che si facciano su questa terra in suo onore e in ossequio alla volontà del suo Figlio divino, alla sola condizione che non ci siano né ombre né macchie nel cuore di chi le fa e che ci si preoccupi realmente di non dare scandalo ai “semplici”, a tutti coloro che seguono il Signore fiduciosamente e onestamente.